Albaretto della Torre (CN)

La Bottega di Cesare Giaccone

a cura di Roberto Ferrari

Location/Ubicazione

Siamo in Piemonte, nel cuore delle Langhe, ad Albaretto Torre, un piccolo paese non distante da Alba tra i filari dei pregiati vini piemontesi Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Il locale

Per un attimo bisogna abbandonare gli stereotipi della ristorazione di eccellenza, evitare paragoni o competizioni, qui le stelle che si possono vedere sono quelle citate da Cesare Pavese nel suo celebre “La luna e i falò”, quando scrive: ”Mangio e guardo nel cielo…”.
Il ristorante in questione si chiama La Bottega e mai nome è stato più appropriato. Al pari delle botteghe dei vecchi falegnami dove, varcata la porta d’ingresso, ci si trovava tra gli attrezzi, i banchi, i materiali che il sapiente artigiano maneggiava davanti ai nostri occhi in un apparente disordine di rumori, essenze e gesti, così Cesare accoglie i propri ospiti nella sua Bottega.
Non di rado si pranza accompagnati dal fuoco del caminetto che accudisce il capretto allo spiedo, una delle imperdibili esperienze sensoriali che Cesare imprime nelle memorie dei suoi visitatori: una scorza caramellata con un interno fondente dal sapore speziato e delicatamente caprino, una volta chiesi a Cesare come potesse raggiungere una tale perfezione e di tutto punto mi rispose: “non lo so, fa tutto lui”.

Cucina e Piatti

Il menù non si sceglie, lo si trova al tavolo scritto a mano e decorato personalmente da Cesare, con la stessa cura e dovizia con cui armeggia ai fornelli.
Alcuni piatti, però, non mancano mai: l’insalata di fagianella, un antipasto freddo in cui le fibre del volatile si sposano con erbe e castagne o l’abbinamento solo apparentemente azzardato tra Porcini e pesche.
Tra i primi, gli irrinunciabili plin in brodo di bue: un velo di sfoglia a trattenere invana l’esplosione di sapori del ripieno di carne di bue di Carrù o le tagliatelle quotidianamente preparate con una miscela di farine locali e condite con una salsa di porri servita a parte in una salsiera.
Il capretto narrato in precedenza condivide con selvaggine locali il podio dei secondi piatti, accompagnati stagionalmente dai contorni che queste colline regalano.
Fra i dolci campeggia la Rotonda alla Nocciola Tonda delle Langhe, una torta della tradizione langarola, spesso accompagnata dallo zabaione preparato al momento. Durante una delle visite alla Bottega serbo il ricordo di un sorbetto all’aceto e rosmarino, tanto memorabile quanto unico che non ho ritrovato altrove.
Inutile parlare di vini in quanto dalla piazza di Albaretto Torre si possono scorgere a occhio nudo i campanili di paesi vicini dai nomi altisonanti ed evocativi quali Barolo e Barbaresco.

La cantina e altro

La storia personale e professionale di Cesare Giaccone è lunga e costellata di aneddoti, comincia tra le nebbie delle Langhe per proseguire negli Stati Uniti a cucinare per il jet set internazionale e ritornare infine tra i suoi luoghi nativi. Si vocifera di un Robert De Niro giunto in incognito nella sua bottega! Al netto di tutto ciò resta un raro conoscitore dell’arte culinaria senza fronzoli o compromessi, talvolta ruvido ma rappresentativo dei valori della terra dalla quale proviene e della quale difende ed esalta ogni singola virtù.

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